Non un granché, mi è venuta in mente durante un’adorazione eucaristica.
Sottile,
sul bordo del tavolo,
un soffio di vento e cade giù.
Su quel dischetto
è fondato il mondo.
È il silenzio
della Parola più forte dell’universo!
Non un granché, mi è venuta in mente durante un’adorazione eucaristica.
Sottile,
sul bordo del tavolo,
un soffio di vento e cade giù.
Su quel dischetto
è fondato il mondo.
È il silenzio
della Parola più forte dell’universo!
Gennaio 22, 2008 alle 3:22 pm
Sì..in proposito vorrei solo dire che nella poesia c’è un chiaro riferimento alla disgregazione psicologica dell’io ovviamente derivante dal lacerante conflitto di natura ontologica nell’animo dell’autore..ma solo se lo si guarda in un’ottica prettamente leopardiana,è chiaro..e senza contare le implicazioni foscoliane che ne animano il ritmo..
Ok…riflessioni poetiche a parte..devo dire che mi piace..davvero!..essenziale ma efficace..soprattutto gli ultimi due versi.
E bravo Giò…’sti lati nascosti…adesso è anche poeta! l’avevo detto che eri un pò amletico!!Adios Hombre!!