Ed eccomi tornato (già da qualche ora) dalla prima due giorni MSAC-GrUSF. Una bella occasione per far conoscere i due gruppi, vivere dei momenti allegri con grandi amici, alcuni più conosciuti, altri meno. Risolvere improbabili gialli (grandi Bonack e Tiemme!). Sentire la gioia e la bellezza dello stare insieme. Il tutto senza dimenticarsi il sale della preghiera e della formazione personale.
Sto conoscendo sempre meglio il GrUSF, sia con il gruppo maturandi che in altre occasioni come questa: come il Movimento, un gruppo molto bello, in cui trovare gente che ha voglia di vivere alla grande. Ovviamente diverso dal Movimento, perché diverso è l’ambiente in cui si trova. Io ormai ho quasi finito il liceo, e mi sento come un camminatore, che dopo aver attraversato una grande pianura, si prepara ad affrontare il cammino che continua in montagna verso una meta che lui non sa, ma suo Padre sì. E dall’alto potrà contemplare il lungo viaggio sino a quel punto compiuto, e prepararsi con maggiore carica ad andare avanti. È l’emozione di sapere di aver quasi concluso una tappa della mia vita. Sto per lasciare un gruppo, una grande responsabilità ad altri che sicuramente sono in grado di sostenerla. E sto per entrare in un mondo nuovo: non domina la paura, ma la ricerca di qualcosa di più grande ed alto.
Credo che la vita sia fatta così (o meglio, sarebbe bello se fosse veramente così per tutti, in tutto il mondo): si impara a vivere in ambienti più piccoli e protetti (la famiglia, la scuola), per salire sempre più in alto (l’università, il lavoro). Concludere una tappa è un’esperienza bella: è il passaggio a qualcosa di più. Bisogna lasciare, almeno momentaneamente, delle persone, ma se ne conoscono tante altre. Questo può dispiacere, ma ancora peggio è l’avere rapporti esclusivi e cementati con i propri amici.
Ed è questo il motivo per cui non vedo l’ora di entrare finalmente nella mia nuova tappa di vita. Certamente che ancora però non ci sono, questo lo devo tenere bene presente e non alienarmi dalla mia vita che mi è chiesta ora.
Ieri pomeriggio c’è stato un gioco, organizzato dal Bonack, Franco e Tiemme (detto anche Tom Hammers, che è non è una cattiva persona, anche se è un chimico). Era un giallo, che è una tipologia di giochi molto classica, ma sempre molto bella, se fatta con storie diverse. Mi è piaciuta l’idea di non fare un gioco “agonistico”, che avrebbe rischiato di sacrificare il divertimento alla ricerca della vittoria (in ogni caso la mia squadra è arrivata per prima). Invece ci siamo tutti divertiti molto, anche se fuori faceva un po’ freddo! Non vi racconto la storia (se ci fosse stata Pannachiara vi avrei affidato alla sua narrazione, ma non c’era…), ma, a quanto ho capito, Giò voleva raccogliere a modo il materiale che hanno utilizzato per pubblicarlo. E questa è un’altra idea che mi piace!
Inoltre c’è stata la terza preghiera animatori dell’anno, sulla testimonianza, e stamattina un intervento sullo stesso tema di suor Tosca. Devo dire che inizialmente, negli scorsi anni, nutrivo un po’ di diffidenza nei confronti delle suore Apostoline che vengono qualche giorno ogni mese da Roma e condividono alcuni momenti della vita dei nostri gruppi. Con il tempo le ho conosciute un po’ meglio, anche perché ci lavoravo insieme per preparare le preghiere animatori. Ed ho scoperto che si tratta di persone veramente belle, dedite ad un servizio del tutto speciale. Si portano dentro una miniera di bei sentimenti, di esperienza di vita e di servizio. Che Dio le benedica e protegga sempre!
Ah, dimenticavo: Farnocchia è ora contemplata su OpenStreetMap, anche se il segnale del GPS nel pulmino dei Fratelli Verona e con il cielo nuvoloso non è un granché. Migliorerò i dati nelle prossime occasioni! Inoltre chiaramente non ho avuto tempo di mappare il paese.